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Adduttori e anca: obiettivo riduzione infortuni

E' possibile ridurre il rischio di infortuni agli adduttori? Quali sono i fattori di rischio e quali le strategie migliori?

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La prevenzione degli infortuni all’anca e all’inguine, che spesso coinvolgono il complesso muscolare degli adduttori, rappresenta una sfida persistente e complessa negli sport di squadra.

L’obiettivo di questo articolo di Alessandro Lonero è fornire ai preparatori atletici, agli allenatori e ai professionisti sanitari un’analisi scientifica e imparziale dei fattori di rischio modificabili e delle strategie di intervento più efficaci, basandosi sui dati attuali e sull’esperienza clinica nel contesto sportivo d’élite.

 

Prevenire gli infortuni agli adduttori: fattori di rischio modificabili

 

Tradizionalmente, due costrutti principali sono stati identificati e investigati come fattori di rischio potenzialmente modificabili per gli infortuni all’anca e all’inguine: la forza muscolare e il range di movimento (ROM).

 

Il range di movimento (ROM) dell’anca

 

Il ROM è considerato un fattore di rischio modificabile, sebbene la sua interpretazione pratica presenti notevoli complessità. Le misurazioni goniometriche sono state standardizzate e hanno dimostrato validità e affidabilità nel tempo. Tuttavia, la questione fondamentale risiede in cosa tale misurazione indichi realmente riguardo allo stato attuale dell’individuo.

È ben stabilito che gli atleti possiedono norme di ROM “diverse” rispetto alle popolazioni non atletiche. Queste norme sono specifiche per ciascuna disciplina sportiva. Un’anca di un ginnasta sarà differente da quella di un giocatore di calcio, che a sua volta sarà diversa da quella di un giocatore di basket. Questo impedisce di formulare dichiarazioni generiche e ampie sulla mobilità dell’anca. Il ROM può essere influenzato negativamente dalla competizione acuta, dalle stagioni agonistiche croniche e da infortuni pregressi. Sebbene la misurazione del ROM in pre-stagione sia spesso utilizzata per valutare il rischio e fornire un intervento correttivo, la mancanza di follow-up clinico ripetuto limita la nostra comprensione.

Pochi studi dimostrano quanto il ROM dell’anca sia effettivamente modificabile e responsivo agli interventi a lungo termine (come stretching, terapia manuale o esercizi specifici). È difficile fare affermazioni definitive sull’aumento o sul mantenimento del ROM senza tenere conto di considerazioni morfologiche, come la forma ossea dell’acetabolo o della testa del femore.

È cruciale valutare se gli interventi basati sulla mobilità stiano creando un cambiamento duraturo nell’articolazione dell’anca o stiano solo modificando temporaneamente i sintomi o la tolleranza neurofisiologica a uno specifico allungamento. Il beneficio principale della valutazione del ROM risiede nel modo in cui si presenta con o senza sintomi muscoloscheletrici, come si evolve nel tempo e la sua risposta all’attività sportiva o all’infortunio.

La forza muscolare: l’importanza degli adduttori

 

Il costrutto della forza gode di maggiore supporto nella letteratura scientifica come fattore di rischio modificabile e allenabile, specialmente in relazione agli infortuni agli adduttori. L’analisi della forza degli adduttori e dei rapporti adduttore:abduttore sono considerati gli strumenti di valutazione standard.

Quando si valuta il rischio, è necessario cautela nel trasferire gli studi sulla forza da popolazioni specifiche (calcio, basket, rugby) ad altri sport. Dati non pubblicati e l’esperienza suggeriscono che i numeri stabiliti come normativi per lo sforzo massimale o i rapporti di forza in certi sport non sono validi per i risultati attesi negli sport da campo.

Ottenere misurazioni ripetute sugli atleti è fondamentale per “datare” come essi stanno rispondendo alle loro esigenze. Queste misurazioni permettono di valutare l’efficacia dell’allenamento eccentrico in off-season o pre-stagionale, oppure di monitorare quanta forza viene persa post-competizione e se l’atleta recupera a sufficienza per la sessione successiva. L’acquisizione continua di dati oggettivi è dispendiosa in termini di tempo. Tuttavia, le misurazioni della forza sono un modo efficace per tracciare i progressi e potenzialmente segnalare una mancanza di recupero durante la stagione, permettendo così un intervento tempestivo.

 

In termini pratici

 

In termini pratici e in-season, un test di frenata isometrico o eccentrico a sforzo massimale eseguito con un dinamometro portatile (handheld dynamometer) può fornire una rapida intuizione e aiutare a modificare la programmazione dell’atleta. Avere dati di forza basali, anche nella peggiore delle ipotesi, assiste il processo di rientro dall’infortunio. In questo modo possiamo avere dati obiettivi oggettivi da raggiungere o superare prima del ritorno alla competizione, contribuendo alla prevenzione terziaria.

Metodo di Valutazione Modalità di Utilizzo Vantaggi (Pro) Limiti (Contro)
Dinamometro Portatile (HHD) Test di frenata isometrico o eccentrico a sforzo massimale. Veloce e facile da implementare in-season; fornisce dati oggettivi rapidi. I dati normativi sono specifici per popolazione e sport; sensibile all’errore dell’operatore.
Misurazioni Ripetute Valutazione della forza pre-stagione, post-competizione e in-season. Traccia la risposta alla domanda e l’efficacia del programma; segnala la potenziale perdita di recupero. Intensivo in termini di tempo; richiede coerenza nel protocollo di test.
Rapporto Adduttore:Abduttore Misurazione del rapporto di forza tra i gruppi muscolari dell’anca. Identifica potenziali squilibri critici per la prevenzione. I “benchmark” stabiliti potrebbero non essere validi per tutti gli sport (e.g., basket vs. calcio).

Prevenzione degli infortuni agli adduttori: priorità all’azione

 

La letteratura e l’esperienza clinica suggeriscono di porre enfasi sulla filosofia dell’“intervento piuttosto che l’identificazione”. Preoccuparsi eccessivamente dei fattori di rischio non modificabili è controproducente; l’intervento più significativo in quel caso è l’educazione e l’accettazione della loro realtà.

Dai fattori di rischio modificabili è possibile dedurre che:

  • l’allenamento/condizionamento sport-specifico appropriato
  • le progressioni di carico durante la pre-stagione
  • i programmi eccentrici adeguati in pre-stagione e in-season

sono elementi che i professionisti possono programmare e tentare di controllare. Questi rappresentano i fondamentali della prescrizione di esercizi per ridurre il rischio di infortunio agli adduttori.

 

L’eccentrico e la prevenzione primaria

 

Un pilastro fondamentale nella prevenzione degli infortuni agli adduttori è l‘allenamento eccentrico. Implementare un programma di esercizi eccentrici di gruppo dopo l’allenamento è un modo pratico e protettivo per intervenire su un intero roster.

Garantire che il gruppo si alleni con un volume adeguato prima della stagione e che mantenga tali guadagni tramite strategie di allenamento continuo apporta benefici a tutti gli atleti. Questo approccio è molto più pratico che tentare di calcolare un “algoritmo magico individuale” basato su test eseguiti mesi prima e non validati per la prevenzione degli infortuni.

 

L’allenamento ad alta Intensità come “vaccino”

 

Monitorare lo sforzo ad alta intensità (HSE, High Speed Effort) è riconosciuto come una forma di “vaccino” per gli infortuni, anche agli adduttori. I meccanismi chiave dell’infortunio spesso coinvolgono la flessione dinamica dell’anca (come salti massimali nel lay-up o calci), la decelerazione e il cambio di direzione con elevate richieste eccentriche in una posizione di allungamento (come l’abduzione dell’anca).

Allenare la resilienza a questi meccanismi in un contesto “sport-specifico” è ragionevole. È consigliabile un blocco di 6-12 settimane prima della stagione in cui gli atleti allenano gradualmente questi sforzi attraverso l’allenamento sportivo.

Laddove necessario, i preparatori possono colmare le lacune tramite sprint ripetuti a basso volume, tagli e salti a sforzo massimale che riproducano questi meccanismi all’interno dei programmi di condizionamento, qualora l’atleta non riceva stimoli sufficienti sul campo.

Intervento/Principio Obiettivo Fisiologico Modalità di Esecuzione Applicabilità (Sport di Squadra)
Programmi Eccentrici di Gruppo Aumento della forza eccentrica degli adduttori; miglioramento della tolleranza al carico. Implementazione sistematica post-allenamento. Applicabile all’intero roster (prevenzione secondaria).
Progressioni di Carico (Load Management) Gestione del carico acuto e cronico per evitare sovraccarichi. Gradualità nella pre-stagione; monitoraggio continuo della risposta. Fondamentale per tutti gli sport e le posizioni.
Training di Resilienza (HSE) Allenamento dei meccanismi chiave dell’infortunio (decelerazione, cambio di direzione, abduzione eccentrica). Blocco pre-stagionale di 6-12 settimane con sprint a basso volume, tagli e salti massimali. Essenziale per gli sport ad alta intensità e a cambi di direzione.

Valutazioni dinamiche e la necessità di un approccio integrato

 

Sebbene si cerchi spesso una “bacchetta magica” per prevedere gli infortuni, l’infortunio è un fenomeno troppo dinamico e complesso per essere previsto con un singolo test di movimento. Tuttavia, gli strumenti di valutazione clinica possono fornire informazioni preziose.

Gli atleti con dolore all’anca o una storia di dolore all’anca tendono a muoversi in modo diverso rispetto agli atleti “sani”. Test rapidi e a basso costo, come lo Y-Balance Test (in particolare il posterolateral reach e l’anterior reach), offrono una buona panoramica su come l’anca tollera gli stressor di base. Questi test possono identificare evidenti asimmetrie e sono facilmente implementabili sul campo.

È essenziale combinare queste informazioni con altre misurazioni. Tra queste il ROM, la forza (in particolare degli adduttori) e il monitoraggio dei sintomi, per valutare le interazioni tra queste variabili e il movimento di base.

 

Conclusioni: ridurre il rischio agli adduttori

 

Il professionista deve evitare due errori comuni:

  • l’eccessiva attenzione a fattori non modificabili
  • la sopravvalutazione di un singolo intervento o di un singolo test.

Focalizzarsi su un unico aspetto, come solo la forza eccentrica o solo un test di movimento pre-stagionale, può portare a frustrazione e a decisioni cliniche incomplete.

Gli atleti presentano normalmente deficit nel ROM dell’anca, pattern di movimento adattabili e profili di forza in continua evoluzione. La chiave è rimanere saldi sui fondamentali dell’allenamento e utilizzare punti dati multipli per assistere il processo decisionale clinico e modificare la progettazione del programma in base ai risultati. Dobbiamo considerare il profilo completo dell’atleta e l’ambiente sportivo, cercando di “spingerli delicatamente nella giusta direzione”.

La prevenzione efficace degli infortuni agli adduttori non deriva da un algoritmo complesso. Deriva invece, dalla diligenza nell’implementazione di programmi di forza eccentrica, dalla gestione appropriata dei carichi e dal monitoraggio continuo e oggettivo della risposta dell’atleta alla domanda fisica.

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Alessandro Lonero
Preparatore fisico 360 Futsal. Esperto di allenamento in palestra, preparazione fisica e nutrizione segue atleti professionisti e lavora nel futsal professionistico. Cura nel dettaglio il programma nutrizionale e la periodizzazione dei carichi di allenamento di tantissimi atleti professionisti e amatori.
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