Cerca
Chiudi questo box di ricerca.

Il ciclo mestruale influenza la performance?

Il ciclo mestruale influenza davvero la performance, o è solo un "mito duro a morire"? Scopriamo in questo articolo le attuali evidenze

ciclo mestruale
Banner Orizzontale

Come professionisti è nostro dovere analizzare se e come il ciclo mestruale influenzi realmente le capacità condizionali delle atlete, separando i fatti scientifici dalle tendenze non supportate da evidenze rigorose.

Difatti, nel panorama contemporaneo della scienza dello sport, l’ottimizzazione della performance femminile è diventata un tema centrale, portando alla ribalta discussioni sulla periodizzazione dell’allenamento in funzione delle variazioni ormonali.

L’obiettivo di questo articolo di Alessandro Lonero è fornire una revisione tecnica e imparziale, utile a preparatori atletici, nutrizionisti e allenatori, per navigare tra le complessità della fisiologia femminile e la programmazione pratica.

 

Fisiologia ormonale e fluttuazioni durante il ciclo mestruale

 

spiegazione del ciclo mestruale

Per comprendere l’influenza del ciclo mestruale sulla performance, è fondamentale partire dalla base fisiologica. Gli ormoni ovarici non rimangono costanti, ma fluttuano seguendo un pattern ciclico. All’inizio del ciclo, i livelli di estradiolo e progesterone sono ai minimi termini. Durante la fase follicolare, l’estradiolo aumenta progressivamente fino a raggiungere un picco immediatamente prima dell’ovulazione, la quale è caratterizzata da un brusco picco dell’ormone luteinizzante (LH).

Successivamente, nella fase luteale (post-ovulatoria), si osserva un aumento moderatamente alto sia del progesterone che dell’estradiolo. Verso la fine del ciclo, se non avviene il concepimento, entrambi gli ormoni subiscono una drastica riduzione, portando alla mestruazione successiva. Queste oscillazioni sono il cuore delle teorie che suggeriscono una modifica del carico di lavoro basata sulle fasi ormonali.

Fase del Ciclo Livelli di Estradiolo Livelli di Progesterone Eventi Ormonali Chiave
Inizio Ciclo Bassi Bassi Mestruazione
Fase Follicolare In aumento (Picco finale) Bassi Sviluppo follicolare
Ovulazione Elevati Iniziale aumento Picco LH
Fase Luteale Moderatamente alti Alti Preparazione endometriale
Fine Ciclo In rapida diminuzione In rapida diminuzione Fase pre-mestruale

La teoria della periodizzazione basata sulle fasi: miti e realtà

 

calcio femminile
Photo LiveMedia/Nicolas Morassutti
Turin, Italy, September 16, 2022, Italian football Serie A Women match
Juventus FC vs AS Roma
Image shows:
Benedetta Gliona (Roma) and Arianna Caruso(Juventus)
LiveMedia – World Copyright

Esistono raccomandazioni diffuse che suggeriscono di aumentare il volume o l’intensità dell’allenamento durante la fase follicolare e di ridurli durante la fase luteale. La logica sottostante risiede nella presunta natura “anabolica” dell’estradiolo, che favorirebbe il guadagno di forza e massa muscolare, contrapposta alla natura “catabolica” del progesterone nella fase luteale, che richiederebbe anche un maggiore apporto proteico.

Tuttavia, queste affermazioni derivano spesso da modelli animali (roditori) in cui gli ormoni vengono completamente drenati per osservarne gli effetti. Sebbene questi modelli dimostrino che l’assenza di estradiolo sia deleteria, ciò non implica necessariamente che livelli più elevati siano proporzionalmente benefici per la performance atletica umana. Le fluttuazioni ormonali avvengono nell’arco di diversi giorni e l’idea che cambiamenti a brevissimo termine siano così drasticamente influenti sulla performance non trova, al momento, un supporto solido nelle evidenze scientifiche.

 

Problematiche metodologiche nella ricerca e nella pratica sul ciclo mestruale

 

fasi del ciclo

Uno dei problemi principali nell’implementare una programmazione basata sul ciclo mestruale è l’assunzione errata della regolarità universale. Molti protocolli operano basandosi su un ciclo teorico di 28 giorni con ovulazione al giorno 14, ma la realtà biologica è estremamente variabile.

La ricerca di alta qualità evidenzia che la fase follicolare può variare da 10 a 22 giorni, mentre quella luteale da 7 a 17 giorni. Senza test accurati per rilevare l’ovulazione (come analisi del sangue o delle urine per l’ormone luteinizzante), è impossibile stabilire con certezza in quale fase si trovi l’atleta. Se un preparatore istruisce un’atleta con una fase follicolare di 21 giorni e una luteale di 7 a seguire un programma “standard” di due settimane per fase, l’atleta non starà affatto seguendo un allenamento basato sulle fasi reali.

Parametro Media Teorica Range di Variabilità Individuale
Durata Ciclo Totale 28 giorni Altamente variabile
Fase Follicolare 14 giorni 10 – 22 giorni
Fase Luteale 14 giorni 7 – 17 giorni
Momento Ovulazione Giorno 14 Dipende dalla durata della fase follicolare

Impatto del ciclo mestruale sulla performance di forza acuta

 

contrasto di gioco

Attualmente, non esistono prove sufficienti per concludere che le fasi del ciclo mestruale influenzino in modo prevedibile la performance di forza acuta nella media delle atlete. Gli effetti, se presenti, sono probabilmente molto piccoli e difficili da isolare statisticamente a livello di gruppo.

È fondamentale distinguere tra cali di performance oggettivi e percezioni soggettive. Alcune atlete possono sperimentare sintomi mestruali che le portano a sentirsi peggio soggettivamente, ma i loro risultati prestativi (come i carichi sollevati o la potenza espressa) potrebbero rimanere invariati. D’altro canto, in alcuni casi specifici, i sintomi possono effettivamente causare un decremento reale della prestazione.

Gestione del ciclo mestruale: strategie pratiche per preparatori atletici e allenatori

 

esultanza juventus

Dato che la scienza non supporta una periodizzazione rigida basata sulle fasi per tutte le atlete, l’approccio raccomandato è quello dell’individualizzazione estrema. La prima azione per un coach è conoscere il profilo ormonale dell’atleta: ha un ciclo naturale? Utilizza contraccettivi ormonali? È in gravidanza o in peri-menopausa? Queste sono condizioni ormonali profondamente diverse che richiedono approcci differenti.

 

Monitoraggio e gestione dei sintomi del ciclo mestruale

 

Invece di stravolgere il programma per intere settimane, i professionisti dovrebbero incoraggiare le atlete a mappare i propri cicli e documentare la tempistica e la gravità dei sintomi. Alcune donne soffrono nella fase luteale tardiva (pre-mestruale), altre nella fase follicolare precoce (primi giorni di mestruazione), e altre ancora non avvertono alcun sintomo.

Se si osservano trend consistenti — come un aumento del RPE (percezione dello sforzo) o una riduzione delle ripetizioni completate a una data intensità in coincidenza con certi sintomi — è necessario intervenire. In questi casi, la soluzione non è necessariamente cambiare la programmazione di metà mese, ma dare all’atleta l’opzione di regolare volume, intensità o selezione degli esercizi per una o due sessioni specifiche, o persino riprogrammare un singolo allenamento se i sintomi sono severi.

Azione Descrizione Obiettivo
Mappatura del Ciclo Tracciare durata e data dell’ovulazione (test LH) Identificare pattern individuali reali
Tracking dei Sintomi Documentare gravità e tipologia di sintomi fisici/psicologici Correlare sintomi a eventuali cali di performance
Monitoraggio RPE Valutare la percezione dello sforzo a parità di carico Rilevare discrepanze tra carico esterno e interno
Auto-regolazione Modificare 1-2 sessioni critiche (volume/intensità) se necessario Evitare l’overtraining o infortuni dovuti a stress eccessivo

Rischi di una periodizzazione basata esclusivamente sulle fasi del ciclo mestruale

 

italia femminile

Implementare una periodizzazione rigida basata sul ciclo mestruale non è solo non necessario, ma potrebbe risultare controproducente e persino dannoso. Ridurre drasticamente il volume o l’intensità dell’allenamento per metà del mese solo sulla base di un’assunzione teorica può limitare i progressi atletici nel lungo periodo.

Un errore comune tra i professionisti meno esperti è quello di cercare di differenziarsi attraverso “trucchi” o programmi eccessivamente complessi che creano aspettative irrealistiche. Promettere risultati drastici basandosi sulla manipolazione ormonale del ciclo può essere fuorviante. Gli allenatori di successo si affidano a principi basati sull’evidenza, sviluppando programmi individualizzati che utilizzano dati reali (diari di allenamento, feedback dell’atleta, progressi fisici) per guidare gli aggiustamenti nel tempo.

Conclusioni: verso una pratica basata sull’evidenza

 

In conclusione, sebbene il ciclo mestruale comporti fluttuazioni ormonali significative, la ricerca attuale suggerisce che queste non si traducano in cambiamenti prevedibili o universali della performance di forza nella popolazione atletica generale. L’enfasi eccessiva sulla periodizzazione basata sulle fasi ormonali rischia di complicare inutilmente il processo di allenamento, distraendo dai pilastri fondamentali della preparazione atletica.

La raccomandazione per i professionisti del settore è di:

  1. Favorire il monitoraggio individuale del ciclo e dei sintomi associati.
  2. Mantenere un dialogo aperto con l’atleta per comprendere la sua risposta soggettiva alle fasi del ciclo.
  3. Utilizzare l’auto-regolazione per gestire i picchi sintomatici di brevi periodi, senza compromettere la struttura globale della programmazione.
  4. Evitare l’adozione di protocolli “standardizzati” che non tengono conto della massiccia variabilità biologica inter-individuale.

In un ambito dove l’onestà e l’approccio scientifico costruiscono la lealtà e il successo del cliente, è essenziale rimanere ancorati ai dati, trattando ogni atleta come un individuo unico piuttosto che come un valore statistico medio. Solo attraverso un monitoraggio attento e una risposta flessibile ai bisogni fisiologici reali possiamo davvero ottimizzare la performance femminile nel rispetto della salute e della biologia dell’atleta.

Banner Orizzontale
Alessandro Lonero
Preparatore fisico 360 Futsal. Esperto di allenamento in palestra, preparazione fisica e nutrizione segue atleti professionisti e lavora nel futsal professionistico. Cura nel dettaglio il programma nutrizionale e la periodizzazione dei carichi di allenamento di tantissimi atleti professionisti e amatori.
Banner Verticale