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La paleodieta nello sport

La paleodieta si è diffusa negli ultimi anni seguendo la teoria che, essendo ancora biologicamente simili ai nostri antenati dell'età della pietra, tornare ad un'alimentazione quanto più simile alla loro apporterebbe notevoli benefici in ambito salutistico e di prestazione.

PerformanceLab by PerformanceLab
07/03/2022
in Articoli sulla Nutrizione
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La paleodieta si è diffusa negli ultimi anni seguendo la teoria che, essendo ancora biologicamente simili ai nostri antenati dell’età della pietra, tornare ad un’alimentazione quanto più simile alla loro apporterebbe notevoli benefici in ambito salutistico e di prestazione.

 

Indice dei contenuti

  • I cibi processati
  • Loren Cordain e Robb Wolf
    • Una prima, piccola critica
  • L’evoluzione dell’uomo
    • Un’ altra piccola parentesi
  • Le categorie consentite e non nella paleodieta
    • I legumi e i cereali nella paleodieta
    • Latte e derivati nella paleodieta 
    • Cosa mangiare nella paleodieta
  • Conclusioni
  • Bibliografia

I cibi processati

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Al di là di quello che c’è di vero da un punto di vista scientifico, come spiegheremo in seguito, la paleodieta ha certamente il merito principale di ridurre, o eliminare completamente, l’utilizzo di cibi “processati”, che hanno un comprovato effetto negativo per la nostra salute.

Alimenti lavorati, ricchi di grassi saturi/trans e zuccheri semplici sono dannosi al nostro organismo, soprattutto se consumati in quantità esagerate come spesso accade al giorno d’oggi. Il loro effetto pro-infiammatorio aumenta il rischio di sviluppare patologie croniche e acute che sono oggi nella lista delle cause più frequenti di mortalità.

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La paleodieta nasce quindi dall’ipotesi che uno stile di vita simile a quello degli uomini dell’età della pietra prevenga o sia in grado di curare le malattie metaboliche, degenerative e autoimmuni. Ma andiamo per gradi.

 

Loren Cordain e Robb Wolf

Loren Cordain è uno scienziato americano noto come uno dei padri della paleodieta, ed è uno dei maggiori studiosi sulla nutrizione del paleolitico, avendo scritto numerosi saggi e articoli sull’argomento.

Robb Wolf è invece un discepolo di Cordain, e autore di uno dei libri più famosi sull’argomento: “La paleo dieta”. Autore del mensile “the performance menu” è probabilmente assieme allo scienziato americano colui che ha contribuito maggiormente allo sviluppo delle teorie sulla nutrizione dell’età della pietra.

La dieta paleolitica rappresenta lo studio delle scienze paleontologiche e, basandosi sullo studio dell’alimentazione dei nostri antenati, cerca di riproporre uno stile di vista quanto più simile a quello precedente alla scoperta dell’agricoltura, diecimila anni fa, circa.

 

Una prima, piccola critica

Uno dei motivi principali per cui la paleodieta viene criticata è che in realtà è impossibile pensare all’alimentazione degli uomini primitivi come ad “un unico modello”.

Le popolazioni di cacciatori/raccoglitori avevano, ed hanno tutt’ora in quelle poche aree del mondo in cui sopravvivono, regimi alimentari totalmente differenti e a volte opposti.

Quale di questi dovremmo seguire? Quale dovrebbe essere quello più salutare? Se prendessimo come riferimento l’aspettativa di vita di queste tribù, nessuna sarebbe particolarmente appetibile, anche se come è ovvio l’alimentazione non è l’unico fattore influenzante la qualità e la quantità della vita.

 

L’evoluzione dell’uomo

Secondo i sostenitori della dieta paleolitica l’uomo non si è adattato a mangiare alcuni alimenti, ed è invece sopravvissuto milioni di anni con uno stile di vita totalmente differente.

Purtroppo un affermazione del genere porta ad una conclusione fuorviante: ossia che tutto ciò per il quale l’uomo paleolitico non era adattato sia dannoso per noi. Ciò non è assolutamente vero o, per lo meno, dovrebbe essere contestualizzato.

E’ evidente che la tendenza biologica ad assumere cibi particolarmente calorici e ad immagazzinare l’eccesso calorico sotto forma di grasso corporeo sia, oggi, uno svantaggio evolutivo. Ma ci sono numerose altre caratteristiche che hanno portato l’uomo dove si trova oggi, fra cui, l’avvento dell’agricoltura.

 

Un’ altra piccola parentesi

Proprio su questo argomento, si concentra un’ulteriore elemento di contrasto fra i sostenitori e i detrattori della paleodieta. La differenza principale tra l’uomo moderno e quello del paleolitico non sta, a mio avviso, nel fatto che questo non utilizzava cereali o altri alimenti. Questi semplicemente perchè sono stati scoperti successivamente all’avvento dell’agricoltura.

La sostanziale differenza sta nel fatto che l’uomo dell’età della pietra si muoveva molto più di noi, e mangiava certamente molto meno, e con molta meno frequenza. L’occasionalità di pasti abbondanti era rara, ed in questo elemento si trova la soluzione alla domanda per la quale si accumula grasso tanto facilmente con le calorie in eccesso. Era una soluzione di sopravvivenza.

La questione è in realtà molto più complessa di cosi: l’evoluzione ha portato certamente a vantaggi in termini di salute e stile di vita, così come allo stesso tempo ha permesso la comparsa di malattie non infettive legate ad esso.

 

Le categorie consentite e non nella paleodieta

 

Secondo i fautori della teoria paleolitica, dovremmo mangiare solo ciò che si poteva consumare in quell’epoca storica, e null’altro. Tra gli alimenti accettati figurano perciò pollame, pesce, carne, verdure e ortaggi, frutta secca.

Gli alimenti “proibiti” invece sarebbero legumi, cereali, prodotti caseari, zucchero, oli vegetali, sale, caffè e alcol, così come ogni prodotto lavorato.

E’ evidente anche qui, che non si considera la grande varietà alimentare che popolazioni che stanziavano in posizioni geografiche differenti potessero avere. Questo in base alla disponibilità di cibo in quel luogo, legata a fattori climatici e stagionali.

 

I legumi e i cereali nella paleodieta

 

Probabilmente costituiscono una delle categorie più importanti ad essere eliminate nella dieta paleo. La ragione è tecnicamente semplice, in quanto essi sarebbero stati introdotti solamente a seguito della rivoluzione agricola, solamente 10.000 anni fa.

I cereali inoltre contengono glutine e lecitine, sostanze criticate da Wolf e colleghi. In realtà alcuni autori hanno stabilito che il consumo di questi alimenti non sarebbe così recente, avendo trovato prove risalenti all’uomo di Neanderthal.

Per quanto riguarda la questione degli antinutrienti, che pur è vera, quanti sono gli alimenti realmente sani che possiamo reperire oggi in un supermercato? Quanti di questi non hanno subito contatti con agenti inquinanti, pesticidi, fertilizzanti etc..?

 

Latte e derivati nella paleodieta 

 

Il motivo alla base del quale non potremmo consumare prodotti derivati dal latte è molto semplice ed intuitivo: gli uomini primitivi non ne bevevano una volta svezzati.

Sui prodotti caseari le teorie in realtà sono molte, e non solamente i sostenitori della paleodieta sono contrari a questa categoria di alimenti. Infatti, secondo i critici questi sono prodotti acidi, in grado di influenzare negativamente l’equilibrio acido-base. A cascata ciò influenza il ph del sangue e delle urine.

Senza entrare nel dettaglio di questo argomento, in realtà la letteratura non è assolutamente concorde su ciò. Anzi, il latte ed i suoi derivati hanno numerosi benefici per il nostro organismo, su tutti l’effetto protettivo sull’osso.

 

Cosa mangiare nella paleodieta

 

E’ evidente che le categorie di alimenti da cui si può trarre nutrimento è relativamente ristretta. Un aspetto importante è cercare di consumare prodotti di stagione, locali e possibilmente non trattati. Dovendo evitare l’uso del sale, è importante utilizzare una vasta gamma di spezie ed erbe per insaporire il cibo.

E’ possibile concentrarsi più su frutta e verdura, o di tuberi, in base che l’obiettivo prioritario sia la perdita di peso o la performance. Per quanto riguarda pesci e carni, cercare anche qui le fonti meno trattate possibile, gli alimenti “selvaggi” o più ricchi di micronutrienti benefici.

Gli olii ammessi sono solo due: quello di oliva, e quello di cocco.

 

Conclusioni

 

Per quanto la paleodieta si basi in gran parte su fondamenti scientifici dubbi o errati, rimane tuttavia un regime alimentare che ha il pregio di concentrarsi sulla qualità degli alimenti e sulla ricerca dell’equilibrio.

Da un punto di vista dimagrante, i pregi sarebbero legati principalmente al fatto che l’abolizione di cibi lavorati, e la gran parte dei carboidrati complessi, permette in maniera naturale un abbassamento dell’introito calorico totale.

Tuttavia, il bilancio energetico rimane l’elemento principale. Perciò, indipendentemente dagli alimenti inclusi o esclusi in una qualsiasi dieta, o la loro combinazione nel piatto, sul medio periodo è necessario considerare questo aspetto, pena l’assenza di risultati.

 

Bibliografia

  • The paleo diet. Loren Cordain
  • La paleo dieta. Robb Wolf
  • Project Diet. Project Invictus
  • Fisiologia dello sport. McArdle

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