Il microdosing è utile nello sport professionistico?

Il microdosing è davvero un mezzo utile per continuare ad allenare la forza negli sport professionistici?
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L’argomento della forza, trattato in altri articoli sul blog e nei nostri webinar, riveste un ruolo di fondamentale importanza nell’allenamento e nella performance.

Nell’allenamento della forza, sono molti i metodi studiati da ricercatori e messi in campo dai preparatori fisici per migliorare le qualità atletiche dei giocatori di calcio.

Oggi, in questo articolo della sezione ”News Scientifiche”, abbiamo deciso di tradurre per te l’abstract del 2022 di Comer et al., dal titolo Microdosing: A Practical Approach to Programming in Professional Basketball.

L’ambiente della pallacanestro professionistica è estremamente impegnativo per gli atleti che devono soddisfare le esigenze di gioco, la densità degli orari, i viaggi e i media. Oltre a questo, gli atleti devono anche mantenere il loro corpo in condizioni ottimali attraverso la medicina sportiva e le sessioni di forza e condizionamento.

L’allenatore della forza e del condizionamento deve affrontare la sfida di fornire stimoli adeguati mentre è in viaggio e ha più partite a settimana. Un modo per ovviare alla mancanza di tempo percepito è il microdosaggio.

Il microdosaggio cerca di preservare gli stimoli complessivi delle filosofie tradizionali (periodizzazione lineare e non lineare) riducendo il tempo totale della sessione ma aumentando la frequenza. Questo serve a incoraggiare la compliance degli atleti, in quanto sessioni di 20 minuti sono più appetibili di sessioni di 45-60 minuti. Inoltre, la frequenza più elevata consente agli atleti di rimanere pronti dal punto di vista neuromuscolare, perché con lo schema tradizionale di 1-2 giorni a settimana c’è la possibilità di un maggiore indolenzimento.

Infine, il microdosaggio può avere il vantaggio di colmare il divario tra gli atleti con un numero di minuti elevato e quelli con un numero di minuti ridotto, perché la frequenza complessiva sarebbe identica e varierebbe solo l’intensità.

Questo potrebbe avere implicazioni positive per tutti i giocatori che escono dalla panchina, nella convinzione dello staff che siano in forma sufficiente per giocare e fare risultati. Nel complesso, il microdosaggio offre un approccio alternativo alla programmazione nella pallacanestro professionistica.

Per lo meno, questo articolo fornisce esempi pratici e prove di come il microdosaggio rappresenti un approccio alternativo agli stili di programmazione tradizionali e possa essere più adatto a questo gruppo demografico.

Per leggere l’articolo completo Microdosing: A Practical Approach to Programming in Professional Basketball.(clicca qui).

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